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Green Pass e autotrasporto: prima (si controllano) gli italiani

Camionista alla guida

Questa volta lo slogan “prima gli italiani” non gioca a favore del nostro Paese. A subirne le conseguenze il settore dell’autotrasporto, che sta subendo, secondo UNATRANS (sigla che raggruppa le maggiori associazioni dell’autotrasporto italiano), una vera e propria discriminazione rispetto agli autotrasportatori che arrivano da paesi stranieri.

Il tema è quello che sta infuocando le piazze in questi giorni: l’obbligo di Green Pass o esito del tampone negativo.

L’oggetto del contendere è che tra gli autotrasportatori italiani e quelli stranieri vi sarebbero due pesi e due misure. Infatti, l’autista dell’Impresa Italiana che non si è vaccinato può salire sul “camion” e svolgere la propria attività solo se in possesso di un tampone negativo effettuato a sue spese. Per quanto riguarda l’autotrasportatore alle dipendenze di un’impresa straniera, invece, qualora questo non sia provvisto di green pass, può comunque effettuare il viaggio a patto che sia un soggetto terzo ad occuparsi del carico/scarico della merce trasportata.  

La levata di scudi pare condivisibile, con questa modalità infatti, sempre secondo UNATRANS, si attua una chiara discriminazione, favorendo le imprese straniere che possono operare con regole diverse rispetto a quelle stabilite sul territorio nazionale.

L’allarme lanciato da UNATRANS è il seguente: “da oggi le imprese di autotrasporto straniere stanno sostituendo quelle italiane, con un effetto dirompente sull’economia del settore dei trasporti del nostro Paese. Almeno il 25% di camion delle imprese italiane già da questa mattina è stato costretto a fermarsi per fare largo ai vettori stranieri, innescando di fatto una forma di concorrenza distorta che danneggia un settore centrale della nostra economia”.

L’appello è stato lanciato, si tratta ora di capire se verrà raccolto!